Gli spazi

I piccoli edifici di Stramare riproponevano dei moduli ricorrenti, nati dall’esigenza di dover combinare più necessità: costruzioni appoggiate l’una all’altra per risparmiare materiali e manodopera, per difendere il poco suolo da coltivare; cucine piccole e basse, più facili da riscaldare durante gli inverni; accessi al primo piano dall’esterno, per comodità costruttiva e ancora per trattenere il calore; una piccola caneva ricavata controterra per mantenere al fresco vino, il formaggio e qualche salume; una mansarda, spesso non abitabile, destinata a usi diversi; una stalletta per una, due vacche da latte, pronta a trasformarsi di sera in luogo di ritrovo durante i filò invernali, riscaldato dagli animali…

Per questo motivo, oggi Borgo Stramare è il risultato dell’attento recupero di 5 piccoli vani su altrettanti piani.

La caneva è diventata cucina, la camera ha mantenuto la sua destinazione, la mansardina ora è un suggestivo rifugio d’emergenza, il fienile un delizioso tinello da relax, mentre asino e maiale hanno lasciato spazio ai servizi.

All’esterno, un piccolo terrazzamento con una pergola di antichi vitigni recuperati, rappresentano un’altra stanza, all’aperto.

Borgo Stramare dispone anche del prato prospiciente, alcune centinaia di metri di vede sul pendio, con angoli dove godere ora del sole ora dell’ombra.

 

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